sabato 2 giugno 2007
L'era del sospetto
Quando persino i campioni del mondo vengono accusati di barare, il talento ha vita difficile. E lui, di talento, ne aveva da vendere. Solo che, fino ad allora, non aveva mai brillato come meritava, né aveva più un'età da stella nascente. Accadde dunque che, ricomparso in un festival importante dopo essere stato diverso tempo senza giocare, lo vinse perentoriamente con 8 punti su 9, sbaragliando un paio di GM e pattando in sicurezza gli ultimi due incontri. Il commento fu unanime: aveva barato. In che modo, visto che durante la sessione di gioco non lasciava mai la sala? Che il suo comportamento alla scacchiera era irreprensibile? Che nulla nel suo abbigliamento poteva far pensare a qualche nascosto marchingegno elettronico? I sospetti si appuntarono sulla selvaggia criniera di capelli che, contrariamente alle sue abitudini, incorniciava il suo volto da quando era riapparso in pubblico. Per tutta risposta, al torneo successivo, il più importante del calendario nazionale, si presentò completamente rapato. Chiuse la bocca a tutti i maldicenti, vincendo con 8,5 punti su 9, la seconda norma di GM in meno di un mese. Appena terminata l'ultima partita, però, sparì dalla sala e non si fece vedere neanche alla cerimonia di chiusura. Ritirare il premio che gli competeva non aveva nessun senso per lui: quel che gli premeva dimostrare, l'aveva già fatto vedere al mondo intero. Questo gli bastava.
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